"Fuggiva un giorno un Dieci pieno di trepidazione, inseguito da un nemico mortale: la Sottrazione! Il poverino è raggiunto, crudelmente mutilato: ben due unità ha perduto, un Otto è diventato. Dalla padella cascando nella brace, ecco qua, incappa nella Divisione che lo taglia a metà. Ora è un misero Quattro, mal visto dagli scolari. “Consolati – gli dicono – sei sempre un numero pari…” “C’è poco da consolarsi la mia sorte è ben dura. O incontro un’Addizione o sarà…la bocciatura“ - G. Rodari

da Resegone Online – I consiglieri comunali Boscagli e Perossi contro la chiusura delle scuole

Lecco, 16 marzo 2016

Ncd sulla chiusura scuole: “Un secco no a questa malagestione”

Il capogruppo in consiglio comunale Filippo Boscagli: “Così si aprono scenari decisamente drammatici ben oltre la chiusura della classe o dell’istituto, ma della vita stessa dei nostri rioni”

SCUOLA LAORCA 003

La scuola Pio XI di Laorca è fra quelle a rischio chiusura

Le polemiche sull’ipotesi di chiusura che incombe su alcune scuole lecchesi non si placano. I consiglieri comunali di Ncd, Filippo Boscagli e Paola Perossi, si uniscono al coro unanime che si solleva da molti rioni della città per scongiurare una scelta che potrebbe avere ripercussioni negative ad ampio raggio. Di seguito pubblichiamo l’intervento dei due consiglieri di Ncd.

 Malnago, Laorca, Bonacina, San Giovanni, Chiuso…Gran parte di Lecco alta e delle zone periferiche della città coinvolte negli sconvolgimenti in atto o semplicemente temuti. Si parte dalla scuola ma si arriva necessariamente a parlare della vita dei nostri rioni, di quale futuro e prospettiva possono avere zone della città con 10.000 lecchesi che ci vivono.

Non si può non notare una irresponsabilità, una mancanza di programmazione, un totale non governo dell’amministrazione scolastica lecchese a 360° nelle notizie esplose in questi giorni. Come fosse una grandissima sorpresa, impensabile fino ad allora, gli organi di gestione scolastica apprendono a fine febbraio che non ci sono i numeri.

Con la chiusura delle prime in due istituti il primo grave problema è educativo. Infatti, uno dei pregi della didattica di Lecco era la possibilità di avere classi numericamente sostenibili senza dover stipare i bambini. Ora alla chiusura delle aule si risponde con classi pollaio a San Giovanni.

Allo stesso modo, le realtà patrimonio cittadino, come può essere ad esempio Malnago dove didattica montagna e natura convivono come ormai è impensabile nelle città moderne, vengono spazzate via con due righe di comunicato perché non raggiungono il numero. Certo non si può non notare come spesso le stesse dirigenze scolastiche hanno difficoltà ad adattarsi alle reali e motivate esigenze delle famiglie (es. il tempo pieno) obbligando alcuni a scegliere scuole più “comode” nonostante educativamente si sarebbe preferito altro…

Clamoroso poi la più assoluta assenza di programmazione a lungo termine, che negli asili e materne comunali facciamo da anni. Non è infatti difficilissimo oggi pensare che chi ha 3 anni nel 2016, ne avrà 6 nel 2019, valutando così anche impatti numerici e programmandone gli effetti.

Se non bastasse i detti e non detti dell’assessore, le sue non smentite, e soprattutto la prima dichiarazione pubblica da neoeletto (annunciando che avrebbe chiuso 3 scuole), unita ad una naturale propensione a non dialogare, stanno portando la situazione all’attuale caos e giustificata rabbia di genitori che oggi scoprono non avranno più la scuola per i propri figli.

Ancora più assurdo sentir parlare di un danno erariale nel momento in cui si attivassero le sezioni nelle scuole incriminate. Una città che butta via 30.000€ all’anno nel bike sharing e incassa 2.000.000€ dalle multe, non può reputare un investimento di poche migliaia di euro nell’istruzione dei suoi cittadini un danno erariale, è inaccettabile.

Questo apre scenari decisamente drammatici ben oltre la chiusura della classe o dell’istituto, ma della vita stessa dei nostri rioni. Si stanno condannando alla sparizioni interi rioni. Quale vivibilità può avere un rione come Bonacina o Chiuso che regolarmente vede impoverire qualsivoglia possibile attività quotidiana? O laorca dove persino alle aziende è vietato espandersi? Come è possibile pensare che Malnago o Versasio, con loro particolarità peculiari, debbano sottostare a normali regole studiate per normali centri cittadini? Come si può pensare che una città come Lecco, nata dall’unioni di rioni e paesi, non solo non muova un dito per valorizzarli ma coscientemente li impoverisca fino ad ucciderli?

Il lavoro da fare oggi, subito, è programmare a lungo termine, valorizzando la possibilità dei lecchesi di vivere nei loro quartieri, facendo dialogare istituzioni scolastiche con le famiglie e l’amministrazione comunale governi per il bene di tutti non per la vanagloria di uno.

Un secco NO alla malagestione delle nostre scuole, no alla gestione raffazzonata del futuro dei nostri ragazzi e soprattutto si valorizzino i rioni, tutti, che sono il cuore della vita della gente, non un peso di bilancio da tagliare.

Filippo Boscagli, Paola Perossi


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